Stringono un tempo.
Stringono tutte le cose che sono state… e tutte quelle che ancora non esistono.
In questo abbraccio non c’è fretta.
Non c’è posa.
Non c’è nessuno che guarda.
C’è solo un mondo che si ferma per un istante, per lasciare spazio a due esseri umani che hanno scelto di essere casa l’uno per l’altra.
Le mani che si cercano non sono mani che chiedono.
Sono mani che promettono.
Promettono di restare, anche quando sarà difficile.
Promettono di ricordarsi, anche quando il tempo proverà a cancellare.
Promettono di scegliersi ogni giorno, non perché è facile, ma perché è vero.
E forse è questo che cerco, ogni volta che scatto.
Non la bellezza perfetta.
Non la luce giusta.
Non la composizione impeccabile.
Cerco il punto esatto in cui due persone smettono di essere “io” e diventano “noi”.
Quel punto invisibile in cui il cuore si sposta fuori dal petto e trova finalmente un altro posto dove abitare.
Questa fotografia non racconta un matrimonio.
Racconta una promessa silenziosa.
Di quelle che non hanno bisogno di essere dette ad alta voce.
Di quelle che si fanno piano, quasi in punta di piedi… per non rompere la magia.
Ed è lì che io voglio stare.
In quell’istante fragile, eterno, irripetibile.
In quell’abbraccio che non chiede di essere visto.
Ma solo di essere vissuto.