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Credenze passate e Usanze presenti

Tra le tante leggende che rendono misteriose e magiche molte cose di ogni giorno, non mancano quelle relative al matrimonio. Non sono disponibili documenti che possano accertare l’origine esatta dell’istituzione del matrimonio, le prime notizie certe risalgono al codice di Hammurabi, tuttavia questa celebrazione porta con sé, da sempre, credenze e superstizioni.

Le Fedi
Iniziamo con qualche curiosità legata alle fedi nuziali, da tempo il simbolo per eccellenza del matrimonio e dell’unione.
Gli antichi egizi, ad esempio, credevano di aver individuato una vena che, partendo dall’anulare sinistro, arrivasse fino al cuore: lungo questa vena pensavano che corressero i sentimenti. “Legare” l’anulare significa quindi garantirsi la fedeltà.
Ma precisiamo anche che nell’antichità l’anello (anulus in latino, cioè cerchio) oltre a identificare l’unione in matrimonio tra un uomo e una donna era in primo luogo simbolo della classe sociale di appartenenza.
Così ad esempio gli egizi applicavano agli anelli sigilli con scarabei e geroglifici, gli antichi greci invece “portavano” piccoli cerchi d’oro con cammei e/o incisioni. I romani per legge avevano stabilito che gli anelli dei cittadini liberi fossero d’oro, quelli dei liberti d’argento e quelli degli schiavi di ferro.

La simbologia del cerchio (da anulus deriva anche anulare) della fede nuziale rinvia alle cerimonie di nozze pagane, durante le quali si usava tracciare un cerchio sulla terra attorno agli sposi come segno di buon augurio.
Cerchio che in epoca romana diventerà l’anulus probulus, cioè l’anello di fidanzamento che prima gli uomini e successivamente anche le donne dovevano portare come vincolo alla loro promessa di nozze.

Analogamente a quella che sarà la tradizione cristiano-cattolica, la legge ebraica assegnava allo scambio di anelli tra un uomo e una donna il vero suggellamento del legame di unione matrimoniale. La tradizione di portare gli anelli si trasferì al mondo cristiano e dal Medioevo in avanti venne adottata la pratica della consegna di un anello a vescovi e re all’atto della consacrazione o incoronazione.

Secondo una tradizione medievale era la futura sposa che dopo aver intrecciato un suo capello e quello dello sposo all’anulus lo teneva per nove giorni sul cuore per scambiarlo poi con il marito nel giorno delle nozze. Sarà solo nel tardo Medioevo che si affermerà la tradizione dello scambio delle fedi nuziali con la cerimonia del matrimonio, fedi da tenere poi per tutta la vita al dito, mentre la pratica di incidere i nomi degli sposi all’interno della fede nuziale risalirebbe al 1700.

Il Velo Nuziale
Un altro accessorio, dalle antichissime origini, utilizzato ancora oggi è senz’altro il velo nuziale. La vera differenza sta nelle modalità di utilizzo, oggi giorno, infatti, è usato per completare e impreziosire l’abito da sposa ma nell’antica Roma veniva usato per ben altri motivi!
Inizialmente il matrimonio non rappresentava un atto d’amore tra due persone bensì l’unione tra due patrimoni familiari. Gli sposi, molto spesso, non si erano neppure mai conosciuti prima del giorno del matrimonio. Pertanto il velo, che ricopriva il volto della sposa, non aveva una funzione estetica, ma serviva a rimandare fino all’ultimo il momento in cui la ragazza avrebbe svelato le sue fattezze, in modo da evitare ripensamenti o lamentele da parte del giovane “deluso”. Solo al termine della cerimonia la sposa poteva rivelare il proprio aspetto.

Una piccola curiosità, che vede sempre protagonista il velo nuziale, è l’usanza soprattutto al sud Italia, di avere un velo tanto lungo quanto gli anni di fidanzamento. Ad ogni anno corrisponde un metro! Quanto sarebbe lungo il vostro velo??

La Luna di Miele
Altra affascinante origine è sicuramente quella della “Luna di Miele”: il primo mese successivo al matrimonio (corrispondente ad un ciclo lunare).
Originariamente i due novelli sposi non partivano, come spesso accade oggi, per il viaggio di nozze, tradizione nata nel XIX secolo e fino agli anni Cinquanta, esclusiva dei più ricchi.
In molte culture, per un intero ciclo lunare dopo le nozze, gli sposini erano invitati a riposarsi e a bere bevande a base di miele, come l’idromele.
La bevanda, considerata una delizia e regalata da amici e parenti, doveva servire anche come stimolo alla conoscenza carnale tra i due sposi.
Soltanto quando un matrimonio veniva “consumato”, infatti, era ritenuto valido.

Le Damigelle
Ha un’origine assai lontana anche l’accompagnamento della sposa da parte delle damigelle.
Si pensa, infatti, che già gli antichi Egizi e Romani circondassero la sposa di amiche vestite in modo simile a lei per depistare e confondere gli spiriti maligni che, in questo modo, non sapevano chi colpire. Talora, però, mimetizzare la sposa tra le sue damigelle rispondeva a una motivazione più perentoria: non essendo rari i matrimoni in cui la sposa veniva obbligata a forza a sposarsi, camuffarla significava non rischiare che venisse rapita da un pretendente diverso da quello con cui la famiglia aveva stretto l’accordo.

La sposa a sinistra
La tradizione che vuole la sposa alla sinistra del futuro marito risale a un tempo lontano in cui violenza e prepotenza la facevano da padrone, dove ancora l’uomo, infatti, doveva avere la mano destra libera per poter sguainare la spada e difendersi da eventuali assalitori perfino durante il rito nuziale.

Il lancio del riso
Si narra che nell’antica Roma agli sposi venisse lanciato il grano come simbolo di prosperità e vita feconda; a questa usanza fece capolino il riso perché più reperibile nelle dispense e soprattutto meno costoso del grano (il cereale sottoposto per eccellenza a tassazioni e dazi doganali).

Alcune usanze si sono perse, e per certi versi è stata una fortuna, in altri casi sono mutate nel tempo.

Tutte comunque ci ricordano che unire la propria vita a quella di un’altra persona è un gesto antico quanto la storia dell’uomo.

Fonti: convoliamo.com - matrimonio.com